Piccola Grande Italia 2007 Sabato 19 maggio - ritrovo davanti al municipio di Zerba alle ore 14,00.
Piccola Grande Italia 2006
Ritrovo alle 15,00 al Municipio, troviamo ad accoglierci un Gazebo di Legambiente.
I presenti si dividono in due gruppi. Uno si reca a Cerreto per assistere alla preparazione e alla cottura del pane cotto in un forno a legna, come era uso comune qualche anno fa; un'altro ad Artana per apprendere i segreti per produrre un genuino formaggio di montagna. Cerreto L'ingresso del Laboratorio. Una panoramica del macchinario (è l'unica concessione alla modernità, in quanto preparare 30 Kg. di pane tre volte alla settimana sarebbe una fatica difficilmente sostenibile da un uomo solo). Una fase della preparazione delle mensole che sosterranno i pani ( in questa fase preparati a mano ) prima di essere infornati.
La macchina impastatrice; la preparazione del piano di impastatura manuale; l'impasto appena tolto dall'impastatrice.
L'impastatura manuale ha inizio ed il pubblico dei futuri panificatori assiste; i pani dopo la prima lavorazione trovano posto sui piani appositamente allestiti.
Intanto che si prosegue nell'impasto, sia a macchina che manuale, si accende il forno, dato che occorrono mediamente 30 minuti perchè vada in temperatura; quando è pronto si posiziona all'interno il pane, si chiude la bocca e si riempie l'imboccatura con la brace affinchè non perda la temperatura prima del tempo necessario a cuocere il pane.
Per assolvere perfettamente il proprio compito il forno deve poter contare su di un tiraggio perfetto, ed il camino illustrato lo fa, ed il risultato è qui da vedere.
Artana Partenza dal Gazebo con il pulmino messo a disposizione dal gruppo di Legambiente che ha perfettamente curato l'organizzazione.
Nella stalla per prima cosa ci si procura la materia prima; un aspirante produttore osserva; un gruppo di accompagnatori controlla che tutto si svolga a modo.
Sul fuoco si prepara la "cagliata"
Sul risultato dovrete fare uno sforzo d'immaginazione, ma assicuriamo che i formaggi erano proprio buoni.
Furono i Malaspina ad erigere la torre a dominio del Boreca e della Trebbia, in posizione strategica tale da scoraggiare sempre insidie ed aggressioni nemiche. I secoli del dominio malaspiniano sono ricordati dagli storici come periodo di pace e di una certa prosperità, nella sicurezza. I lavori di manutenzione, il recupero e la salvaguardia del manufatto già in avanzato stato di degrado, la volontà di far seguire altre opere di ripristino, restituiscono alla fruizione degli abitanti e dei turisti un patrimonio di storia e di cultura, simbolo e riferimento del nostro Comune.
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