Pej, con i suoi 1200 metri di altitudine è considerato il più alto villaggio di tutto l'Appennino ligure-piacentino-pavese. Se poi consideriamo che una propria frazione, Capannette di Pej si trova a  1470 mt. conferma il primato.Ubicato all'estremo lembo meridionale della provincia di Piacenza confina con le Province di Alessandria e Pavia.

Sulle origini di Pej la storia tace; sull'origine del nome esistono invece diverse interpretazioni. Per alcuni è parola ligure e significa fontana; in effetti il paese è circondato da numerose sorgenti d'acqua e, possiamo ben dirlo: acqua fresca e pura. Per altri Pej deriverebbe dal nome "pero" alla latina. 

In borgata Torre risulta che già nel 1200 esistesse un edificio fortificato, infatti il castello di Pej è ricordato nelle divisioni malaspiniane del 1221. Ora il fortilizio è scomparso e non ne restano che poche tracce nel fosso di Pej.

Attorno alla metà del secolo XVII il feudo apparteneva agli Spinola ed al duca Cesarini. Nel 1719 avvenne una grande frana che distrusse interamente la chiesa e l'antico borgo medievale, non causando miracolosamente vittime.

Anche sull'origine della parrocchia dedicata a S. Nicola, di cui ricorre la festa liturgica il 6 dicembre, non si hanno notizie precise. E' certo tuttavia che esistesse già nel 1523 e distrutta anch'essa nella frana del 1719, fu ricostruita dal Principe Doria  nel 1730 ed sostanzialmente quella attuale. Nel 1951 venne staccata dalla Diocesi di Tortona ed aggregata a quella di Bobbio, sotto la gestione di Mons. Zuccarino.

Data la rispettabile altitudine, da Pej si gode un magnifico panorama di tutta la Val Boreca.

Negli ultimi anni, dal punto di vista della viabilità si è fatto molto per rompere l'isolamento che, fino ad una trentina di anni fa, specie nei mesi invernali, era totale. Oggi si può arrivare a Pej per una stretta, asfaltata,  fantastica strada dal punto di vista paesaggistico, da Vezimo - Zerba, oppure da Serravalle - Cabella Ligure per la Val Borbera, da Varzi attraverso il Passo dell'Armà o del Giovà, oppure ancora dal Passo del Brallo e Cima Colletta. Tutte strade che val la pena di percorrere in moto o auto, ma sopratutto, in bicicletta per poter godere appieno della bellezza dei luoghi.

Non possiamo, a questo punto, non soffermarci un poco per parlare di Capannette di Pej, come dicevamo a 1470 metri di altitudine, sul confine dell'Alessandrino e del Pavese è il più alto centro di villeggiatura e sport invernali (quando c'è neve, quindi non molto spesso ) di tutta la Provincia di Piacenza.

Le prime case sorsero all'inizio di questo secolo e successivamente il piccolo centro si formò sopratutto per l'opera dei sigg. Angelo e Carlo Tambussi, realizzatori dell'omonimo albergo. Questa iniziativa dette inizio allo sviluppo successivo di tutta la frazione che un po' pomposamente viene chiamata " la Svizzera Piacentina ". Una cosa non è possibile negare: il paesaggio è di una incomparabile bellezza, domina tutta la Val Boreca e con amene passeggiate si può facilmente raggiungere le vette del Lesima, del Chiappo, dell'Ebro, del Cavalmurone e dell'Alfeo, le più alte vette dell'Appennino Piacentino - Alessandrino - Pavese. 

  Unitamente alla confinante località Pian del Poggio / Armà è una delle zone più promettenti per uno sviluppo di sport invernali del nostro Appennino.

  E' doveroso rimarcare che l'incredibile proliferazione di cinghiali nella zona, praticamente una immensa distesa di boschi, ne fa anche un favoloso territorio di caccia non disdegnato neppure dai cacciatori di ...funghi e castagne.   

 

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